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Problemi e risoluzioni affrontati dal nostro staff

Case Study:

#1. Risolvere il Loop di Reset del Poly TC10 con Studio X52

Anche le soluzioni di videoconferenza più robuste possono incontrare problemi inattesi, spesso generati da conflitti software esterni. Recentemente, il nostro team è intervenuto per risolvere un persistente problema di connessione tra un pannello di controllo Poly TC10 e un endpoint HP Poly Studio X52 configurato per Microsoft Teams.

Il sintomo era chiaro e frustrante: il TC10 entrava in un ciclo continuo di reset subito dopo l'avvio, impedendo di fatto l'utilizzo della sala riunioni.

🔍 Analisi del Problema e Iterazione Tecnica

L'intervento è stato condotto attraverso una serie di passaggi diagnostici standard e avanzati, in collaborazione con il team IT del cliente e il supporto del nostro distributore (Exertis):

  1. Tentativi Iniziali: Abbiamo tentato un semplice riavvio dell'intero sistema, che non ha prodotto risultati.

  2. Reset Software: Successivamente, è stato eseguito un soft reset tramite l'interfaccia software della console, seguito dal riavvio dell'applicazione Teams.

  3. Aggiornamento di Sistema: Poiché il problema sembrava legato all'ambiente Teams, è stato effettuato l'aggiornamento del Tenant di Office 365 del cliente con una patch specifica fornita da Exertis e installata dal team IT.

  4. Verifica Esterna: Nonostante gli aggiornamenti, il ciclo di reset continuava. Abbiamo dunque contattato il supporto tecnico di Exertis per condividere i log e le osservazioni.

  5. Hard Reset del Controller: Su indicazione del supporto, è stato eseguito un hard reset fisico del pannello TC10 (utilizzando un piccolo strumento/spillo). Anche questo, purtroppo, non ha risolto l'instabilità.

✅ La Soluzione: Diagnosi e Risoluzione Remota Tramite Poly Lens

Il problema si è rivelato non essere hardware o specifico del firmware Poly, ma un conflitto a livello di ambiente operativo.

La soluzione definitiva è stata raggiunta ripristinando l'integrità del sistema tramite la piattaforma di gestione remota:

  • Reset Remoto: È stato eseguito un reset del dispositivo direttamente tramite la piattaforma cloud Poly Lens.

  • Identificazione della Causa: Dopo il ripristino, si è confermato che la causa scatenante era un recente aggiornamento automatico del Tenant Windows che aveva introdotto un'instabilità o una configurazione non conforme nel processo di avvio del TC10.

Conclusione del Case Study

Questo intervento sottolinea quanto la gestione di un impianto AV professionale non si limiti all'hardware. L'interazione tra i dispositivi e l'ambiente cloud (come Microsoft Teams e Windows) è cruciale. La capacità di intervenire tramite piattaforme di gestione remota come Poly Lens si è dimostrata fondamentale per isolare e correggere il conflitto software in modo rapido ed efficace.

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Case Study:

#2. Risoluzione del "Black Screen" su Onkyo TX-NR6100

Il Problema: Audio Presente, Video Assente (HDMI No Signal)

In un'installazione residenziale di alto livello, un sintoamplificatore Onkyo TX-NR6100 ha smesso improvvisamente di trasmettere il segnale video al televisore (un LG OLED 4K), pur continuando a riprodurre perfettamente l'audio multicanale dalle sorgenti (Apple TV 4K e PS5).

Sintomo: All'accensione, la TV mostrava il messaggio "Nessun Segnale", ma le casse diffondevano correttamente il suono della sorgente selezionata.

🔍 Analisi del Problema e Iterazione Tecnica

L'intervento ha seguito una logica di esclusione, partendo dall'hardware fino ad arrivare al software di gestione del segnale:

  1. Test dei Cavi (Physical Layer): Sostituzione dei cavi HDMI con modelli certificati Ultra High Speed (48Gbps). L'audio persisteva, ma il video rimaneva assente.

  2. Verifica HDMI CEC/ARC: Disattivazione delle funzioni RIHD (il protocollo CEC di Onkyo) per escludere conflitti di "handshake" tra TV e amplificatore. Nessun miglioramento.

  3. Bypass del Ricevitore: Collegando la sorgente direttamente alla TV, il video appariva correttamente. Questo ha confermato che il problema risiedeva nella gestione del segnale video interna all'Onkyo.

  4. Analisi del Formato Segnale: Il sospetto è ricaduto sulla gestione dei segnali 4K/120Hz e 8K. Il TX-NR6100 permette di settare il formato del segnale HDMI tra "Standard", "Enhanced" e "8K Standard/Enhanced".

La Soluzione: Hard Reset del Microprocessore e Re-Handshake

Il problema non era un guasto hardware, ma un errore di stato nel chip di commutazione HDMI, probabilmente causato da uno sbalzo di tensione che ha corrotto la memoria temporanea delle impostazioni EDID.

La soluzione definitiva è stata raggiunta tramite una procedura di reset specifica che pulisce la cache del processore video senza cancellare necessariamente tutte le calibrazioni audio:

  • HDMI Link Reset: Spegnimento totale di tutti i dispositivi e scollegamento dei cavi HDMI per 10 minuti per scaricare i condensatori dei controller HDMI.

  • Procedura di Reset Hardware: A dispositivo acceso, è stato premuto e tenuto premuto il tasto "CBL/SAT" sul pannello frontale e contemporaneamente premuto il tasto "ON/STANDBY". Sul display è apparsa la scritta "Clear", indicando il ripristino delle impostazioni di fabbrica.

  • Configurazione "HDMI 4K/8K Enhanced": Dopo il reset, è stato necessario rientrare nel menu Setup > 1. Input/Output Assign > TV Out/OSD e impostare manualmente il formato HDMI su "Enhanced" per supportare il segnale HDR della Apple TV, che precedentemente causava il crash del segnale video.

Conclusione del Case Study

Questo caso dimostra che negli amplificatori moderni, il processore video è un computer a tutti gli effetti. Spesso, un semplice "riavvio" non basta perché i chip HDMI mantengono cariche residue che conservano impostazioni errate. La conoscenza delle combinazioni di tasti per il Reset del Microprocessore è lo strumento più potente nelle mani di un tecnico AV.

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Case Study:

#3. Il "Nodo Fantasma" del Sonos Connect

Il Problema: Scomparsa Intermittente della Zona dalla App Sonos

In un sistema multi-room integrato, un'unità Sonos Connect (collegata a un amplificatore analogico preesistente) spariva sistematicamente dall'applicazione Sonos S2 ogni volta che venivano attivati altri tre o più speaker nella casa. Nonostante il LED sul dispositivo fosse bianco fisso (indicando una connessione riuscita), la zona "Salone" diventava invisibile per smartphone e tablet.

Sintomo: Instabilità della topologia di rete; il dispositivo risultava pingabile dal router ma non raggiungibile dal protocollo di controllo dell'App.

🔍 Analisi del Problema e Iterazione Tecnica

Il team tecnico ha proceduto attraverso un'analisi granulare della rete mesh:

  1. Analisi delle Interferenze Wireless: Utilizzando un analizzatore di spettro, è stata rilevata una forte saturazione sul canale 6 della banda $2.4\text{ GHz}$. È stato forzato il sistema Sonos sul canale 11, ma il Connect continuava a "cadere".

  2. Verifica SonosNet: Il sistema era configurato in modalità mista (alcuni componenti cablati, altri in Wi-Fi). È stato notato che il Connect tentava di fare da "bridge" per altri speaker più lontani, sovraccaricando la sua scheda di rete obsoleta.

  3. Il Conflitto STP (Spanning Tree Protocol): Collegando il Connect via cavo Ethernet a uno switch gestito, il problema è peggiorato: l'intera rete domestica ha subito un rallentamento. Questo è il segnale tipico di un loop di rete causato da una configurazione errata del protocollo STP.

  4. Diagnostica Nascosta: Accedendo alla pagina di supporto segreta del dispositivo (tramite l'IP del player sulla porta 1400), è stata analizzata la Network Matrix. Il nodo del Connect appariva in "rosso", indicando un fortissimo rumore di fondo e un fallimento nel passaggio dei pacchetti di controllo.

La Soluzione: Ottimizzazione della Topologia e Disattivazione Wi-Fi

Il problema è stato identificato come un conflitto tra la rete Wi-Fi del router e la rete mesh proprietaria (SonosNet). Poiché il Connect era posizionato vicino a un punto rete cablato, la soluzione è stata radicale ma efficace:

  • Cablaggio Fisico: Il Sonos Connect è stato collegato stabilmente tramite cavo CAT6.

  • Disabilitazione Radio: Tramite l'App Sonos (nelle impostazioni della stanza), è stata selezionata l'opzione "Disattiva Wi-Fi". Questo ha impedito al dispositivo di tentare connessioni wireless simultanee, eliminando il loop di rete.

  • Configurazione Switch: Sullo switch di rete è stato impostato il protocollo STP con priorità corretta per permettere al traffico multicast di Sonos di fluire senza essere bloccato dai filtri di sicurezza dello switch (Broadcast Storm Control).

Conclusione del Case Study

La scomparsa di una zona Sonos raramente dipende dal guasto del player stesso. Nella maggior parte dei casi, si tratta di un'architettura di rete che non gestisce correttamente il traffico UDP/Multicast. Disabilitare il Wi-Fi sui componenti cablati è la "best practice" definitiva per stabilizzare i sistemi legacy come il Sonos Connect in ambienti con infrastrutture di rete moderne.

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Case Study:

#4. Il Button "Congelato" del Barco ClickShare CX-30

Il Problema: LED ad Anello Fisso e Mancata Condivisione

In una sala conferenze executive, il sistema Barco ClickShare CX-30 ha smesso di funzionare correttamente con i laptop aziendali. Inserendo il Button USB-C, il LED circolare rimaneva di colore bianco fisso (indicando il tentativo di connessione) senza mai diventare rosso pronto per la condivisione, oppure l'applicazione ClickShare non si avviava affatto.

Sintomo: Il Button veniva riconosciuto dal PC come memoria di massa, ma il software di mirroring non riusciva a stabilire il link con la Base Unit, rendendo impossibile trasmettere video e utilizzare la telecamera della sala (BYOM).

🔍 Analisi del Problema e Iterazione Tecnica

L'intervento ha richiesto un'analisi incrociata tra l'hardware Barco e l'ambiente operativo Windows 11 dei laptop:

  1. Test Incrociato (Cross-Check): È stato testato un Button nuovo prelevato dal magazzino. Il problema persisteva. Collegando invece un laptop personale "ospite" (non gestito dal dominio aziendale), il sistema funzionava istantaneamente. Questo ha isolato il problema: non era un guasto hardware, ma un blocco software lato client.

  2. Verifica Firmware: La Base Unit è stata aggiornata all'ultima versione tramite l'interfaccia web (XMS Cloud), ma il problema sui PC aziendali rimaneva invariato.

  3. Analisi dei Processi Windows: Aprendo "Gestione Attività", abbiamo notato che il processo clickshare.exe veniva terminato pochi secondi dopo l'avvio automatico.

  4. Conflitto Antivirus/EDR: In collaborazione con il team IT, abbiamo scoperto che un recente aggiornamento del software di sicurezza (CrowdStrike/SentinelOne) identificava il driver virtuale del Button come una potenziale minaccia "BadUSB".

La Soluzione: Certificazione Driver e White-listing

La risoluzione ha richiesto un intervento coordinato tra la configurazione del dispositivo e le policy di gruppo (GPO) dell'azienda:

  • Aggiornamento Modalità Button: Tramite il configuratore della Base Unit, è stata forzata la modalità "App-free sharing" (tramite protocollo nativo Windows + K), ma per ripristinare la piena funzionalità del Button e della telecamera è stato necessario altro.

  • Esclusione EDR/Antivirus: Il team IT ha dovuto inserire l'ID hardware del Barco Button e il percorso del certificato digitale di Barco nella "Whitelist" del software di protezione endpoint.

  • Power Management: È stata disattivata l'opzione "Sospensione selettiva USB" nelle impostazioni di risparmio energetico di Windows, che impediva al Button di ricevere abbastanza alimentazione per mantenere stabile il link Wi-Fi a $5\text{ GHz}$ con la base.

Conclusione del Case Study

Il Barco ClickShare è un dispositivo estremamente affidabile, ma la sua natura di periferica USB "Plug & Play" lo rende vulnerabile alle moderne restrizioni di sicurezza informatica. Questo caso insegna che, in ambito corporate, l'installazione di un sistema di presentazione non termina con il cablaggio, ma con la validazione dei protocolli di sicurezza tra l'hardware AV e l'ecosistema IT aziendale.

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Case Study:

#5. Sony BRAVIA FW-98BZ53L e il Mirroring di AirPlay

Il Problema: Impossibilità di Mirroring da Dispositivi Apple

In una sala conferenze di alto livello, un nuovo monitor Sony BRAVIA Professional 98" (FW-98BZ53L) è stato installato per sostituire un vecchio proiettore. Nonostante il monitor supporti nativamente AirPlay 2 e sia connesso alla rete aziendale tramite cavo LAN, i MacBook e gli iPhone dei dirigenti non visualizzano il display nell'elenco dei dispositivi di mirroring.

Sintomo: Il monitor risulta correttamente connesso a Internet (le app interne funzionano), ma l'icona AirPlay non appare sui dispositivi sorgente, o se appare, la connessione fallisce dopo un lungo timeout.

🔍 Analisi del Problema e Iterazione Tecnica

L'analisi si è spostata rapidamente dalla configurazione del monitor all'infrastruttura di rete Wi-Fi/LAN:

  1. Verifica Impostazioni Pro: Il Sony BZ53L dispone di una "Modalità Pro". Abbiamo verificato che l'impostazione AirPlay fosse su "On" nel menu di configurazione e che i permessi per il controllo remoto fossero attivi.

  2. Isolamento delle Sottoreti (VLAN): Abbiamo rilevato che il monitor era cablato sulla VLAN 10 (Media/IoT), mentre i dispositivi Apple erano connessi via Wi-Fi sulla VLAN 20 (Corporate).

  3. Il Test del Multicast: AirPlay si basa sul protocollo mDNS (Bonjour), che opera tramite pacchetti multicast. Inviando un "ping multicast" sulla rete, abbiamo confermato che i pacchetti non venivano instradati tra la rete cablata e quella wireless.

  4. Analisi del Firewall: I log dello switch core mostravano che le porte necessarie ad AirPlay (TCP 7000, 7100 e UDP 5353 per mDNS) erano filtrate tra le diverse sottoreti per policy di sicurezza.

La Soluzione: Implementazione di un mDNS Gateway (Avahi)

La soluzione non ha riguardato le impostazioni fisiche del monitor Sony, ma la riconfigurazione intelligente dei nodi di rete:

  • Abilitazione mDNS Reflector: In collaborazione con i sistemisti, è stato configurato un mDNS Gateway (o Bonjour Gateway) sul controller Wi-Fi aziendale. Questo permette agli annunci "AirPlay" della VLAN 10 (dove si trova il Sony) di essere visibili sulla VLAN 20 (dove si trovano gli utenti).

  • Apertura Porte Specifiche: Sono state create regole di firewall granulari per permettere il traffico AirPlay solo verso l'IP statico del monitor Sony, garantendo la sicurezza della rete Corporate.

  • Ottimizzazione del Monitor: È stata disattivata l'opzione "Risparmio energetico ECO" sul Sony, poiché in alcuni casi mandava in "deep sleep" la scheda di rete, rendendo il monitor invisibile ai risvegli remoti via AirPlay.

Conclusione del Case Study

Il Sony FW-98BZ53L è un display professionale estremamente avanzato, ma la sua integrazione in una rete aziendale richiede che l'infrastruttura di rete sia "consapevole" dei protocolli Apple. La risoluzione non è quasi mai nel display, ma nel modo in cui la rete instrada il traffico multicast tra i diversi segmenti Wi-Fi e LAN.

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Case Study:

#6. Effetto "Neve" su Proiettore Vivitek DU7098Z

Il Problema: Disturbo Video Digitale e Sgancio del Segnale

In un auditorium aziendale, un proiettore laser Vivitek DU7098Z, collegato all'uscita "Main" di un sintoamplificatore Onkyo TX-NR7100 tramite un kit extender HDMI over CAT6, mostrava un persistente effetto "neve" (pixel bianchi lampeggianti o "sparkles") su tutto lo schermo. Il problema peggiorava durante la proiezione di contenuti in 4K o con HDR attivo, portando a frequenti schermate nere di 2-3 secondi.

Sintomo: Degradazione del segnale digitale (bit error rate elevato). L'immagine è visibile ma "sporca" e instabile, segnale tipico di una larghezza di banda insufficiente o di interferenze elettromagnetiche sul cavo di rete.

🔍 Analisi del Problema e Iterazione Tecnica

Il team ha isolato la causa analizzando la catena di trasmissione:

  1. Test Uscita Onkyo: È stato collegato un monitor di servizio direttamente all'uscita dell'Onkyo con un cavo HDMI corto. L'immagine era perfetta, escludendo un guasto al processore video dell'amplificatore.

  2. Verifica Cavo CAT: Utilizzando un tester per certificazione reti, abbiamo notato che il cavo CAT6 utilizzato era di tipo UTP (non schermato) e passava nelle stesse canaline dei cavi elettrici a 230V.

  3. Analisi HDCP 2.3: L'Onkyo TX-NR7100 è molto rigoroso con il protocollo HDCP. L'extender utilizzato era un modello economico che non supportava pienamente il "re-clocking" del segnale, causando una desincronizzazione tra l'invio dell'Onkyo e la ricezione del Vivitek.

La Soluzione: Passaggio a HDBaseT e Schermatura Totale

Per risolvere definitivamente l'instabilità, abbiamo dovuto elevare lo standard della trasmissione:

  • Sostituzione dell'Extender: È stato installato un set extender professionale con tecnologia HDBaseT 3.0, che garantisce una trasmissione non compressa fino a 18Gbps.

  • Cablaggio Schermato: Il vecchio cavo UTP è stato sostituito con un cavo CAT6A F/FTP (doppia schermatura). I connettori RJ45 sono stati messi a terra per scaricare le interferenze elettromagnetiche indotte dai cavi elettrici vicini.

  • Settaggio Onkyo (Sub Out): Poiché il proiettore Vivitek è una sorgente critica, è stata forzata l'uscita HDMI dell'Onkyo sulla modalità "Main" (disattivando la "Sub" se non necessaria) per concentrare tutta la potenza di calcolo del chip HDMI su un'unica porta.

  • Regolazione dell'EQ sull'Extender: È stato regolato il selettore di equalizzazione (EQ) sul ricevitore dell'extender per compensare la perdita di segnale sulla tratta di 25 metri.

Conclusione del Case Study

L'effetto neve su un proiettore Vivitek pilotato da un Onkyo è quasi sempre figlio di un cavo di rete non idoneo o di un extender che non gestisce il bitrate richiesto dall'HDR. Quando si usano sintoamplificatori moderni ad alta risoluzione, la qualità del trasporto (il "tubo" dove passa il dato) deve essere pari alla qualità dell'elettronica.

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Case Study:

#7. Sostituzione Monitor LG 55SVM5F in Matrice 2x2

Il Problema: Il Pannello "Fantasma" (Black Screen, Backlight OK)

In una sala corsi, uno dei quattro monitor di un videowall 2x2 composto da LG 55SVM5F (bezel-to-bezel da 0.88mm) ha smesso di visualizzare i contenuti. Il monitor in alto a sinistra presentava il tipico sintomo del "pannello nero illuminato": la retroilluminazione (backlight) era chiaramente attiva, ma non veniva visualizzata alcuna immagine o menu OSD.

Sintomo: Il segnale video passava correttamente agli altri monitor tramite il rilancio (Daisy Chain DisplayPort), ma il pannello incriminato rimaneva inerte. La diagnosi ha confermato un guasto irreparabile alla scheda T-CON (Timing Controller) integrata nel pannello.

🔍 Analisi del Problema e Iterazione Tecnica

L'intervento è stato pianificato per minimizzare il downtime della sala operativa:

  1. Test della Catena Daisy Chain: Abbiamo collegato il cavo DP in ingresso direttamente al monitor successivo. Il resto del videowall ha ripreso a funzionare, confermando che il problema era circoscritto all'elettronica interna del singolo LG 55SVM5H.

  2. Rimozione in Sicurezza: Trattandosi di monitor con bordi ultra-sottili (0.44mm per lato), la rimozione è stata effettuata con ventose professionali a vuoto per evitare di scheggiare i cristalli liquidi degli altri tre monitor adiacenti.

  3. Sostituzione Forzata: È stato installato un nuovo modulo di ricambio. Tuttavia, all'accensione, è emerso il secondo grande problema: la discrepanza cromatica. Il pannello nuovo aveva una temperatura colore e una luminosità sensibilmente diverse rispetto agli altri tre, usurati da 300 ore di attività.

La Soluzione: Calibrazione con Sensore e LG Calibration Tool

La semplice sostituzione fisica non era sufficiente per ripristinare l'integrità visiva del videowall. Abbiamo proceduto come segue:

  • Update Firmware: Allineamento del firmware del nuovo monitor alla versione presente sugli altri tre moduli per garantire la compatibilità dei protocolli di controllo via RS232.

  • Calibrazione Hardware (White Balance): Utilizzando un colorimetro professionale e il software LG Video Wall Calibration, abbiamo misurato l'output degli altri tre pannelli "vecchi".

  • Compensazione del Decadimento: Invece di provare a portare i vecchi monitor ai livelli del nuovo (impossibile a causa dell'usura dei LED), abbiamo depotenziato e ricalibrato il nuovo pannello per "matchare" la colorimetria e la curva del bianco degli altri tre moduli.

  • Configurazione Tile Mode: Reinserimento dell'ID corretto (ID 2) nella catena di controllo e regolazione del Bezel Compensation per assicurare che le linee dei grafici fossero perfettamente allineate tra i bordi dei monitor.

Conclusione del Case Study

La sostituzione di un monitor in un videowall 2x2 come l'LG 55SVM5F è un'operazione chirurgica. Il guasto della T-CON è un evento raro ma bloccante. Questo intervento insegna che il lavoro non finisce quando il monitor si accende, ma quando l'occhio umano non è più in grado di distinguere il pannello nuovo da quelli originali. La calibrazione post-sostituzione è ciò che trasforma una riparazione in un ripristino professionale.

Hai riscontrato problemi simili con il tuo sistema videowall? La nostra assistenza tecnica specializzata è disponibile per garantire la continuità operativa delle tue sale riunioni. Contattaci per un supporto immediato o per un piano di manutenzione preventiva.